«Un festival cinematografico che mette sfacciatamente alla berlina o a volte alla gogna – vale in tal caso il pan per focaccia – tutta quella serie di minacce del controllo sociale diffuso o mirato atte ad annichilire per sentito dire l’individuo o i gruppi in quel momento nell’occhio del ciclone tramite mitragliate di dicerie, calunnie, denigrazioni.

Innuendo è gerundio che in quanto stigma in essere sta già avvenendo, ragionamento per illazioni, condito con allusioni che menano verso successive illazioni, capaci di conseguenti azioni, sospinte da maldicenze che insistono come la lingua sul tamburo. Diffamazioni in atto, anche in atti giudiziari, innuendo come termine nacque infatti in aule di tribunali, espediente retorico nelle dispute politiche, gli rimane il sapore-sentore barocco nel retrogusto, ma è più in auge che mai – tra fake news e false accuse più retro-retrograde. Tradizioni, superstizioni, false religioni, nessuno ne è immune nessuno è salvo, molti credono di profittarne, tutti ne son possibili perpetratori, altri ne sono artefici.

Non offendermi per le mie insinuazioni! Non offenderti per le mie insinuazioni! Non offendermi per le tue insinuazioni! Oh sì, continueremo a provarci a camminare su quel filo sottile, buon innuendo a te, a me, a loro, con buona pace del popolo, connivente, consenziente finché non ci sarà uno di loro nel mirino dello sniper di turno al soldo di agenti che non controlli, tutto il contrario.

Una kermesse cinesplosiva in cui le allusioni la fan da padrone a tratti misfit a tratti mistress sempre outcast. Borderline forse per scelta, a volte soccombono a volte combattono, il nostro cine fest le dipinge per quello che sono, vittime e carnefici a random per volontà altre, comunque indicibili, sempre scomode. Un film festival che voyeuristicamente spia le ragioni d’essere di queste e di altre. Allusioni qb, insinuazioni-attenzione! Irriverenze welcome. Partecipano opere che a parole, fatti o a loro volta allusivamente accennano ad atteggiamenti sociali e disposizioni psicologiche o animosamente d’animo tutte qualitativamente in grado di far il buono e il cattivo tempo rispetto (o meglio, senza) ai destini di tutti noi immersi in climi (oltre alle contingenze, per cui senza tempo) dell’ispezione-vivisezione sotto la miope lente della repressione sociale. Lo fanno grazie ai potenti mezzi di cui si nutre il cinema.» Sara Ferro, direttrice del festival

Program and Screening schedule coming soon…